Writober #7 – Bagno Caldo

Prompt: Bagno caldo
Personaggi: Esme Farrell / Zachary Rainhart
Rating: Per tutti | Verde
Numero parole: 628

Charming and Irresponsible

Esme stava tentando di ridacchiare, ma batteva troppo i denti per riuscirci. Aveva passato la notte alla mercé del freddo nella foresta di Tara e ora le sue labbra viravano al violaceo e la pelle era pallida e intirizzita, dando l’idea di potersi frantumare da un momento all’altro. Il solo rientrare in casa, tiepida e senza spifferi, gli diede un brivido di piacere. 

«Voglio fare l’amore con te» rise di nuovo, come trovasse buffa la propria affermazione. «Appena mi avrai scongelato.» 

Zach non replicò. 

Il suo mutismo per i sensi di colpa perdurò anche nel tragitto verso il bagno. Durante la notte si era accorto della presenza di Esme, ma il suo cervello da lupo era preda dei sensi e non aveva realizzato del tutto la situazione fino a che non era tornato in sé. 

Tenne il ragazzo in braccio, stretto al proprio petto scoperto ancora tiepido dalla trasformazione del plenilunio, continuando a imprecare mentalmente contro se stesso. Il freddo emanato da Esme scottava, dando l’idea che fosse uscito da una cella frigorifera, e lo aveva reso ubriaco di una qualche inspiegabile euforia.

La porta del bagno sbatté contro la parete, ma in casa non c’era nessuno da disturbare. Non che in quel momento, al di fuori di Esme, Zach riuscisse ad avere altro pensiero. 

In meno di cinque minuti, nella vasca scorreva dell’acqua tiepida, che per la pelle gelata di Esme fu come lava. Questo non gli impedì di continuare a ridere per motivi ignoti, per battute che si faceva da solo e allusioni a quello che avrebbe voluto combinare a letto col proprio ragazzo. 

Il suddetto proprio ragazzo era troppo impegnato per prestargli ascolto, intento ad assicurarsi che la pelle dell’altro tornasse di un colore umanamente accettabile. Il licantropo continuò a sfregargli braccia e gambe, polsi e caviglie, e ad aumentare il calore dell’acqua corrente a poco a poco, finché anche per le sue dita non fu calda. Quando la vasca fu piena e a una temperatura confortevole, Esme emise un mugugno stanco di beatitudine. 

Zach calmò la propria foga solo nel momento in cui sentí le dita umide di Esme sfiorargli la fronte in una carezza stanca. 

«Mmh mi piace essere servito e riverito in questa maniera» mormorò il minore dei Farrell, un braccio appoggiato al bordo della vasca e la testa su questo. Nonostante la voce andasse affievolendosi per la fiacchezza, aveva gli occhi strabordanti di sentimenti, un tripudio che aveva espresso solo in sconclusionati discorsi deliranti da ipotermia, ma che prometteva molto di più. «Perché non diventi il mio schiavo? Come in quelle vecchie storie che stanno tornando di moda ora. Io sarei il tuo padrone irraggiungibile e algido, ma finiremmo per innamorarci e combattere il mondo che ostacola il nostro amore…» 

Zach rilassò i muscoli, sedendosi contro il lato della vasca a sua volta, ignorando di essere nudo, con o piedi e le caviglie sporche di terra. Pensò vagamente al fatto di aver lasciato tutte loro cose nella foresta, compresi cellulari e portafogli, ma l’essersi svegliato con accanto un Esme congelato, perché troppo idiota per pensare di coprirsi dal freddo della notte, gli aveva fatto dimenticare tutto il resto. 

A fissarlo in quel momento, con le guance di nuovo colorite, gli occhi lucidi e le labbra gonfie ma rosee, Zach poté tornare a respirare. 

«Non farlo mai più» disse in un sospiro da pericolo scampato, appoggiandosi a sua volta col braccio sul bordo della vasca e la testa su questo, a pochi centimetri da Esme. Zach non aveva la forza di apostrofarlo. Di contro, condivideva quasi la voglia, il bisogno, di fare l’amore con Esme, come fino a quel momento aveva continuato a richiedere l’altro. 

Era appena l’alba e poteva concedersi di esaudire il desiderio di quell’irresponsabile del proprio ragazzo.

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