Writober #2 – Bacio

Prompt: Bacio
Personaggi: Esme Farrell / Zachary Rainhart
Rating: Per tutti / Verde
Wordcount: 396

Noi

La prima volta che Esme tentò di baciare Zach, avevano quasi dodici anni e si conoscevano da poco. La giustificazione di Esme fu un banale «Mia madre lo fa sempre!», ma questo non gli risparmiò uno spintone che lo mandò gambe all’aria sull’erba del giardino. Esme la prese a ridere, guardando la faccia sconvolta di Zach e sentendo il suo sottile ringhiare. Non capì all’epoca – né mai probabilmente – che quello non fu imbarazzo, ma la paura di essere stato colto impreparato da un gesto d’affetto. Zach non aveva dimestichezza con cose come i baci, gli abbracci o il condividere momenti tiepidi. Scegliere Esme come guida in quell’ambito non fu l’idea più azzeccata di sempre. Sceglierlo in generale fu una sorta di condanna autolesionista. 

Ci furono altre volte in cui Esme tentò di coglierlo impreparato e strappargli un bacio, ma Zach lo allontanò sempre. Non erano quasi più bambini, eppure non erano neanche adulti. Erano quella via di mezzo che il mondo chiama adolescenti, e Zach già litigava abbastanza con i propri sensi e istinti da lupo per stare dietro anche alle sciocchezze di Esme e ai suoi capricci. «Ma lo fanno tutti!» continuava a lagnare, ma a Zach “tutti” non era mai interessato. 

Alla soglia dei diciassette anni cambiarono diverse cose, e probabilmente iniziarono tutte con un bacio. Uno che Esme riuscì a strappargli senza che Zach potesse dirgli no, dopo una luna piena intensa che aveva lasciato il lupo mannaro con meno energie del solito. Capitava, nei giorni seguenti il plenilunio, che il sonno di Zach fosse più profondo e lo lasciasse meno guardingo. A svegliarlo fu proprio la voce di Esme, allegra e vittoriosa. 

«Ehi, davvero dormi? Mh? Dai! Ti ho beccato, princess!»

Zach grugnì, lo sguardo sottile e assonnato. Il viso di Esme era sopra il suo, brillava per il sentore di conquista. «Che vuoi» brontolò, senza intonazioni, richiudendo gli occhi. Mossa sbagliata, considerando che Esme ne approfittò per chinarsi e baciarlo di nuovo

La colpa doveva essere della stanchezza, perché Zach non lo respinse. Sentì appieno la sensazione delle labbra dell’amico sulle proprie, l’odore dell’entusiasmo, della gioia, vaghi sentori di eccitazione che Esme stava provando per un singolo bacio. Non fu molto più di uno a stampo, ma quando il moretto si ritirò su sembrò estremamente soddisfatto. 

«Finalmente lo abbiamo fatto anche noi.»

Quel noi suonò a Zach incredibilmente bene. 

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