Writober #1 – Castagne

Qui Eneri Mess!
Con un ritardo imbarazzante (anche causa #Romics), inizio a postare qualche storiella scritta per il #writober2019 sulla lista prompt pumpINK di Fanwriter.it!

Saranno tutti Missing Moment precedenti al Prologo di Devil Devil, così da conoscere un po’ qualche personaggio in più!

Grazie al solito alla socia Marta che mi asseconda anche quando abbiamo mille cose da fare ~
Buona lettura!


Prompt: Castagne
Personaggi: Esme Farrell / Zachary Rainhart
Rating: Per tutti / Verde
Wordcount: 426

Al tempo delle castagne

Zach intuì il contenuto del sacchetto nella borsa di Esme metri prima che il ragazzo mettesse piede all’Eden. Era un orario un po’ smorto di fine pomeriggio, con un paio di clienti sparsi, libri alla mano e tè che si raffreddavano regalando odore di gelsomino e miscele orientali. Anche se la sala fosse stata piena di persone, in attesa di essere servite, Esme non si sarebbe fatto problemi a schioccare un bacio a Zach davanti a tutti, un sorriso ampio e senza motivo. 

Sì, Zach poteva intuire cosa contenesse la borsa, o conoscere Esme come le proprie tasche, ma anticiparne le mosse era un livello a cui aveva rinunciato. Fermare una folata di vento a mani nude, anche per un licantropo, era impossibile.

«Non avevi da studiare?» brontolò Zach, corrugando la fronte al gesto di affetto e risistemandosi il grembiule che il ragazzo gli aveva strattonato per costringerlo a piegarsi verso di lui. 

«Non avevi da studiare?» scimmiottò Esme con un sorrisetto insolente, appoggiando sul bancone una pila di due quaderni e tre libri con un discreto tonf. «Oh guarda, dei libri da studiare!»

Zach roteò gli occhi al soffitto, ma in modo automatico si spostò per avviare il bollitore e preparare i filtri di tè. «Devo lavorare» aggiunse, non troppo convinto e guardando di sbieco l’altro. 

Esme si poggiò una mano sul petto. «Non mi permetterei mai di distrarti dalla – e si voltò a sondare la sala – tua folla di clienti. Per chi mi hai preso?» 

«Per la più grande e distruttiva distrazione della mia vita» ma Zach lo disse bisbigliando, con un’espressione che combatteva con se stessa tra un’esasperazione radicata e una rassegnazione conciliante, sotto sotto, impossibilitato a distogliere lo sguardo dal viso del ragazzo. 

Le guance di Esme, contro ogni previsione, divennero di un caldo rosa intenso. «Mi hai avvelenato il tè e mi stai dicendo una cosa dolce per distrarmi?» indagò, fissando il colore ambrato della sua tazza con sospetto. 

A guardare bene, anche il viso di Zach non era del tutto del suo colore naturale. Dentro, il lupo stava ululando alla propria coscienza sdolcinata. «Mi hai dato una buona idea per la prossima volta.»

«Ah! L’importante è che ci sia una prossima volta!» ridacchiò Esme, riaprendo la borsa. L’odore che Zach aveva sentito dall’inizio si fece più intenso e attirò la sua attenzione, gesto che all’altro ragazzo non sfuggì. «Sei proprio un segugio con i bocconcini premio.»

«Sta’ zitto» brontolò Zach, ma aprì la bocca e accolse di gusto la castagna tiepida che Esme gli allungò con due dita. 

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